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La storia

Molti scrittori posizionano l'antica Berulia di Porfirogeneto oppure l'ancora più precisa località Brelo in diverse località: nell'attuale Brela Gornja,  a Vrulja,  a Verulja, vicino alla chiesa di San Nicola in campagna dalla parte  sud oppure nel minuscolo villaggio situato sull'altura marina vicino a Vrulja.

Il nome del paese trova le sue origini nelle sorgenti d'acqua vrilo o vrelo (sorgente) di queste zone e nelle sorgenti d'acqua sottomarine. Vrelo è la sorgente d'acqua sulla superficie terrestre mentre vrulja è la sorgente sottomarina. La nostra Vrulja è la sorgente di un fiume senza nome proveniente dal monte Biokovo e sfocia ad una ventina di metri sotto la superfice del mare. A parte questa, più vigorosa e principale, ci sono alcune altre sorgenti minori meno vigorose che si mescolano con l'acqua del mare.

„To Beroyllia“ è il più antico monumento storico scritto del paese, custodito nella storia grazie all'imperatore bizantino Costantino Porfirogeneto verso l'anno 950 il quale lo menziona in lingua greca nel libro „De administrando imperio“  come una delle quattro città fortificate dell'antico principato narentano di Pagania. La Brela di allora, insieme a Makar, Zaostrog e Gradac, è menzionata come una delle quattro fortezze abitate dell'antica Pagania.Col nome latinizzato „Brolanenses“ dal 1315 gli abitanti di Brela sono menzionati in un documento del principe croato Juraj Šubić proveniente dalla città di Klis.

Alla fine del XVI secolo le fonti straniere chiaramente distinguono „Brehlia superior et inferior“  e verso la fine del XVII secolo troviamo „Brehgli Dolgni“ e „Brehgli Gorgni“ ossia Gornja Brela alle spalle del monte e Donja Brela sulla riviera marittima.In lingua croata Brela fu menzionato- per quanto sappiamo- per la  prima volta nel 1694 nel testamento di don Nikola Ursić.
Nel 1993 Brela è diventato un comune autonomo.
Alla soglia del secolo Brela ha celebrato il 1050.esimo anniversario della sua storia documentata.
 

Si deve  ricordare:

Il rilievo di Silvano, murato sopra l'architrave della stalla appartenente a Srećko Filipović, scoperto nel 1969 a Brela. La principale e la più onorata divinità dei Dalmati  è il dio Silvano (Silvanus) e la sua compagna divina Thana.  Questa immagine di culto, raffigurante Silvano doveva assicurare la salute e la propagazione del bestiame. Mancano la parte inferiore del rilievo, una parte del'attributo nella mano desta e i margini del rilievo. Sulla parte superiore del corpo, ben custodita, non vi sono alcuni dettagli e la forma del corpo è irregolare e inclinata. Le braccia sono aperte: nella mano sinistra vi è il bastone del pastore (pedum) mentre nella mano destra vi è un attributo intagliato a forma di superficie quadrangolare  con manico (badile). Questo rilievo attualmente fa parte della collezione privata di Zvonimir Filipović.
 

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Premio Fiore Blu 2012.

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Brela 29°C
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Pressione 1016 hPa
Visibilità 10 km
Vento 18.4 kph
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